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sabato 27 febbraio 2016

Per iniziare, Duathlon Borgo Ticino

Del percorso non si sa nulla, cercando sulla rete o sul sito degli organizzatori, i Los Tigres, niente, neanche uno straccio di cartina con qualche linea, anzi, a dirla tutta, sul sito, che sembrerebbe fermo al 2014, la gara non viene nemmeno menzionata  pur facendo parte del Campionato Regionale Duathlon Mtb. Va bene, chissenefrega, la competizione non è lontanissima da casa ed è sicuramente l'ideale per iniziare a far qualcosa in questo 2016, quindi, procedo con l'iscrizione e pago le 25 Euro per infilarmi nella starting list.
Il ritrovo è presso il campo sportivo di Borgoticino e alle 10:00 sono al banchetto per il ritiro del pettorale e del "pacco gara", ovvero un sacchettino con dentro qualche campione di integratore e qualche cavolata da discount (a parer mio se ci mettevano una bottiglietta d'acqua, oltre ad essere più utile, facevano una figura migliore), comunque, apro la busta con i numeri da applicare ed è divertente notare che il numero per la bike è il 170 mentre il pettorale è il 70, ma a noi non ce ne frega un cazzo nemmeno del numero, siamo qui per divertirci e non stiamo mica a guardare queste quisquilie! La cosa che invece mi fa venire qualche dubbio è una frase detta durante il briefing tecnico "il percorso è tracciato bla bla... se non vedete nastrini appesi agli alberi per 50 mt, vuol dire che avete sbagliato strada..."; mmmm, ok, ma sbagliare strada in uno sprint mtb vuol dire solo una cosa, lasciar perdere la gara e farsi un bel giro in bici ma vedrai che non succederà, il percorso sarà segnalato benissimo!
Si parte, com'è prevedibile su una gara di questa distanza, a cannone, i miei polpacci che sono normalmente attaccati col nastro alle gambe, dopo il primo km urlano già vendetta, guardo il passo sul garmin, e guardo perplesso in faccia il mio compagno di squadra Rick e vedo che forse anche lui ha qualche dubbio riguardo l'andatura non proprio a noi tipica e generosamente sotto i 5 x km, fortunatamente i 3km passano alla svelta.
Entro in zona cambio ed è bello sentire qualche urla da parte dei compagni del VaTri che sono venuti a dare il loro contributo, li saluto e tiro subito quattro porconi alle scarpe di merda da mtb che non avendole aperte per bene, non volevano saperne di infilarsi ai piedi, comunque, ritrovo un minimo di calma e pazienza e parto per la frazione bike.
Come volevasi dimostrare, dopo qualche km io e Rick sbagliamo strada e perdiamo un po' di tempo. Qualche gara in mtb l'ho fatta e più o meno i sentieri vengono tracciati sempre nello stesso modo: nastri ben visibili legati agli alberi o rami lungo il tracciato e sassi o radici con uno spruzzo di vernice all'acqua oltre ad esserci poi i vari volontari in diversi punti "strategici" che monitorano la gara e danno la direzione da prendere. Qui non è proprio così, in effetti ci sono solo dei nastri appesi di tanto in tanto e a volte nemmeno particolarmente visibili e nulla sul terreno, considerato il fatto che uno quando guida non guarda il cielo e le nuvole ma guarda la strada, non è certamente una scelta funzionale e poi c'è in giro qualche volontario che sembra messo li a forza o che non ha alcuna pertinenza con ciò che sta succedendo.
Ad ogni modo, il percorso mtb è carino dai, abbastanza banale e sicuramente con un taglio unicamente XC, niente passaggi tecnici e solo una discesina un po' da guidare.
Perdo un po' più di tempo nel prestare attenzione ai nastri e a non sbagliare strada e arrivo divertito in z.c. per affrontare l'ultima frazione di corsa da 1,5km. Qui c'è la parte abbastanza comica, quando un altro corridore avanti a me di una ventina di metri, prende con decisione una svolta e si gira per urlarmi "ma è giusto da questa parte?" e io "cazzo ne so! stavo seguendo te!".
Alla fine, l'abbiamo portata a casa anche questa, mi sono divertito ed è stata una giornata splendida grazie anche al meteo fantastico.
Per quanto riguarda la gara in se, l'organizzazione è casereccia (lo dico come accezione positiva) e sicuramente il percorso mtb poteva essere tracciato meglio e migliorato in genere.


Duathlon Borgoticino Tracciato gpx della prima frazione Run

Duathlon Borgoticino Tracciato gpx frazione MTB

Duathlon Borgoticino Tracciato gps seconda frazione Rn

giovedì 15 maggio 2014

Il mio primo Triathlon, la prima gara della mia vita!

Beh, da qualche parte si "doveva" pur iniziare no?!?
Non ho mai fatto gare in vita mia, si dai, qualche partitella del caspita a pallavolo, una volta, in quinta elementare ho persino disputato una partita di calcio come difensore (adesso ricordo anche meglio perché odio così tanto il calcio...), comunque, senza mai mettermi in gioco seriamente nello sport.
Ed eccomi li, un po' incredulo e magari anche smarrito, sulla spiaggia di Andora insieme alla mia famiglia e ad altri circa 950 Guerrieri tra cui quelli più determinati: quelli del Varese Triathlon!  
Rewind. Ad una settimana dalla mia prima gara.
Sono in uno stato d'ansia quasi incontrollabile ed in più si aggiunge l'ansia per il fatto che non riesco a gestire l'ansia! Penso solo ed unicamente sempre alla gara e vengo travolto da una valanga di dubbi e di domande di qualsiasi tipo e senza limite all'assurdo: "sono pronto?", "che cazzo sto facendo?", "non ho le scarpe giuste per la bici", "se mi scappa la cacca?", "come faccio a correre con la gamba in queste condizioni?" e via così, mi angoscio ininterrottamente per 4/5 giorni suonati. 
Mi vedevo scappare miseramente dalla spiaggia inventando a me stesso qualche scusa del cazzo giusto per dare la motivazione ad un gesto stupido e codardo.
E poi, Click!! 
Come un automa comincio a ripetere a me stesso: "Respira, pensa a ciò che stai facendo e a ciò che devi fare, proiettati in avanti sulle fasi della gara fino a passare sotto al traguardo, sono 7 messi che ti fai il culo, che vivi in piscina e puzzi sempre di cloro, che riempi bacinelle di sudore sopra i rulli guardando i video di Kona o di Scanno, che ti devasti, per l'ennesima volta, correndo come un pazzo in pista sotto la neve; non puoi mollare, non devi mollare, non esiste alcun motivo per mollare!!!"
Click.
È stato come se qualcuno avesse d'improvviso girato letteralmente un interruttore. L'ansia, le paure, i dubbi si sono uniti trasformandosi in un macigno di consapevolezza e di determinazione. Io arriverò alla fine. 
Non importa quando, non importa come ma io arriverò alla fine. 
Dal giorno prima della gara, divento di una tranquillità disarmante che nemmeno io so spiegare, tranquillità che rimane e mi accompagna sempre (forse un po' troppo, ora mi rendo conto che mettersi a chiacchierare con gli altri "avversari" durante la fase in bici non è stato proprio un atteggiamento competitivo ma  d'altronde, ero talmente sereno...).
Ed eccomi li, con calma preparo tutto quello che devo preparare con la meticolosità di un chirurgo. Dispongo, secondo gli "studi" fatti a casa, il materiale in zona cambio, indosso con calma la muta, insomma, seguo alla perfezione tutto il mio rituale pre-gara che avevo immaginato e pianificato. 
Parto in quinta batteria, cammino sulla spiaggia e sono in posizione centrale rispetto al gruppone di circa 150
triathleti, ed ecco il suono del via, mi fiondo in acqua e dopo un po' di bracciate mi rendo conto che ci sono, che sto nuotando, quando supero altri atleti mi chiedo se sono veramente io, mi sembra di volare sull'acqua. Passo sotto (letteralmente...) alla prima boa e poi alla seconda, tutto bene, poi, a circa 150 metri dalla spiaggia, inizio ad avere problemi di respirazione, faccio talmente fatica a respirare che sono costretto a fare qualche metro a rana e mi assale quasi una crisi di panico che per un attimo mi fa pensare di dover chiamare i soccorsi ma la mente è molto più forte del fisico; in quel momento mi tornano in mente tutti i consigli del Coach Silio e le cose imparate durante i corsi per i brevetti sub. 
Una frase in particolare mi rimbomba nella testa: "è proprio quando siete stanchi che dovete pensare alla tecnica".  
Rincomincio a nuotare, faccio qualche bracciata in "nuoto di avvicinamento" con la testa completamente fuori dall'acqua e poi, giù, ancora a testa bassa fino alla riva. Esco convinto dall'acqua e devo dire che l'aver fatto
le prove di "svestizione" della muta e di T1 in casa sono servite a qualcosa, con decisione mi levo la muta e in una manciata di secondi sono sulla bici.
Parto bene, però sento le gambe un po' di legno, azz..., l'aver provato il percorso a cannone il giorno prima è stato un errore! Verso il settimo km, la mia tranquilla chiacchierata con un altro triathleta, viene interrotta dal "Vai Giuss" di alcuni miei compagni Guerrieri che mi ricordano che sto facendo una gara e anche se le gambe sono un po riluttanti, saluto il mio nuovo amico e mi rimetto a pedalare con un po' di vigore. 
Anche se un po' stanco, o meglio, legnoso, arrivo bene alla T2, mi cambio tranquillo e veloce nel contempo e parto per la sezione per me più dura, la corsa.
Subito dopo i primi 500mt la tibia destra mi urla che il mio fisioterapista mi ha "suggerito" di non correre e devo dire che "l'urlo" è bello forte. Malgrado il dolore assurdo ci metta tutto l'impegno per farmi incazzare, corro sempre con un sorriso euforico stampato in faccia per tutti e 5 i km. Soffro in silenzio, sorridendo, mentre mi torna in mente una frase di un altro Guerriero del VaTri: "non esiste che non finisco una gara, anche solo su una gamba ma arrivo alla fine". Insomma, nel triathlon il "DNF" è molto più umiliante dell'ultimo posto possibile!
Finalmente sotto al traguardo, non ci credo, sono sinceramente felice e sto davvero bene. Saluto e abbraccio i miei compagni e subito vengo raggiunto dalla mia famiglia, abbraccio i miei figli, è finita, tutta la tensione, la fatica e il dolore ora sono un esplosione di colori e di felicità, ho finito la mia prima gara a 42 anni, il mio primo triathlon.
È stato bello combattere questa battaglia con altri 29 Guerrieri, grazie per tutto al Varese Triathlon e grazie  alla mi famiglia per l'enorme comprensione e pazienza!
Ora ho voglia di nuove sfide e anche se non potrò correre per un bel pezzo, per tutto il resto mi allenerò con ancora più determinazione. Il viaggio è solo all'inizio.

Errori che ho commesso prima e durante la gara:
1) partire con una tranquillità eccessiva che mi ha portato ad avere forse un troppo scarso spirito competitivo.
2)  aver provato quasi a ritmo gara il percorso bike il giorno prima, non sono riuscito a recuperare e sono partito con le gambe "segate".
3)  aver perso la concentrazione e la lucidità durante gli ultimi 150/200 mt della sezione di nuoto. Sono stato presto dal panico, la mia mente mi stava per bloccare, la stessa mente che subito dopo mi ha ridato voglia e determinazione. Il timone ce l'hai in mano tu, dipende solo da che parte lo giri!
4)  aver preso un po' alla leggera la fase bike, ma va bene così.

Ora voglio solo curare e guarire la mia maledetta periostite e tornare a correre quanto prima, nel frattempo, cercherò di migliorare la resistenza e la tecnica nel nuoto e la resistenza e potenza in bici in modo da essere pronto per le 2 sfide che mi hanno spinto e motivato verso il triathlon.


lunedì 24 marzo 2014

Triathlon XGardaman

L'off road avanza!!!! Nuovo evento race sul Lago di Garda.


sabato 8 marzo 2014

Andora Triathlon


Triathlon Andora 2014

In seguito i percorsi e tutte le informazioni utili alla gara che si terrà domenica 4 maggio.

Sito web della gara: Andora Race

Tipo gara: triathlon sprint 750 - 20 - 5

Percorsi: